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CASTELLO

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Il castello di Castro si affaccia su Piazza Armando Perotti e si sviluppa su 1.200 mq, di cui 900 occupati da un’imponente struttura muraria e 300 mq occupati da un cortile interno di forma rettangolare. È collocato in corrispondenza della porta Terra, unico accesso alla città dalla terraferma.
Il castello risale al XIII secolo: nei registri della cancelleria regia di Carlo I d’Angiò un documento, datato 1.282, lo definisce “fortezza di rilevanza strategica per la difesa del regno”. La struttura di età angioina sorge sui resti di un precedente edificio, di età bizantina o normanna, che difendeva il borgo fortificato. Nel 1.480, quando i Turchi si asserragliarono ad Otranto, il castello divenne aragonese. Nel 1.537 i Turchi assediarono Castro, ma, grazie a Ferrante Loffredo, marchese di Treviso, che spedì un grosso esercito con a capo Giorgio dè Monti, marchese di Corigliano, Nicola Paladini, signore di Lizzanello e Melendugno, e altri baroni leccesi, la città fu liberata.
Nel 1.573 un nuovo attacco dei Turchi costrinse Castro alla resa; Cesare de Gennaro spedì un consistente esercito e la città fu nuovamente liberata. I danni provocati furono, però, notevoli e anche il castello venne semidistrutto.
Nel 1.575 l’architetto senese Tiburzio Spannocchi, incaricato da Marcantonio Colonna di ispezionare “le piazze del Regno di Napoli”, ristrutturò il castello, tutta la cinta urbana e creò un bastione a sud-est che poteva controllare meglio l’area portuale.
Nel 1.785 l’ing. Gioacchino Magliano parla della presenza di un palazzo baronale costituito da 13 stanze inferiori e 7 superiori e con due cisterne. Osservando la pianta attuale del castello ci si rende conto che il Magliano sta parlando proprio di questo. Quindi, nel 1.781, il castello era Palazzo Baronale, appartenente alla Regia Corte.
Nel 1.785 verrà abitato dal barone Gennaro Rossi che acquistò la Contea.
Alla fine del ’700 risale una descrizione in cui si indicano le dimensioni strutturali dell’impianto: la cinta muraria risultava essere lunga 454 passi, circa 690 metri e le mura erano alte palmi 35 e larghe palmi 10; le tre torri, nella parte orientale, aventi le stesse dimensioni, erano alte palmi 45 e larghe 15; il castello era guardato da quattro torri, due quadrate, rispettivamente di palmi 84 di altezza e 40 di larghezza e di palmi 56 di altezza e 43 di larghezza, una rotonda, alta palmi 54 e larga 37 e una rettangolare, alta palmi 73 e larga 40; le due torri, nella parte occidentale, erano una di forma ottagonale e l’altra di forma quadrata con guardiola.
Il castello fu poi della famiglia De Rosa di Napoli, quindi della famiglia Catalano che nel 1.983 lo vendette al Comune di Castro. Da questo momento in poi il castello è stato sottoposto a complessi lavori di restauro che proseguono ancora oggi.

Il castello si costituisce di:

 

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  1. Cortile
  1. Sale di tramontana
  2. Sale di ponente
  3. Sala di levante
  4. Bastione di contrafforte
  5. Torre del Cavaliere
  6. Torre Circolare

CORTILE

Di forma trapezoidale, misura 19,47 x 8,50 metri. Dal cortile è possibile accedere a buona parte dei vani interni e alle coperture.
Sul lato sinistro era addossata un’ampia scala di accesso alle cortine superiori, realizzata, probabilmente, quando il castello divenne palazzo baronale e vennero costruiti dei vani sull’attuale copertura. Su questo lato sono inoltre posizionate le Sale di Ponente.
Sulla parte frontale si può osservare una serie di ambienti che nel corso del tempo hanno subito trasformazioni e rimaneggiamenti.
Sul lato destro è presente un vano porticato ed una scala che permette di accedere alla Torre del Cavaliere ed alla copertura.
Nel cortile sono interrate due cisterne, una delle quali di pregevole fattura, con copertura in pietra e pilastro di sostegno centrale.

SALE DI TRAMONTANA

Sono collocate in direzione nord del cortile, a ridosso della cortina di tramontana. Si tratta di una successione di stanze, inframmezzate da archi; in origine avevano un’altezza minore, contenuta entro il camminamento di difesa superiore; successivamente hanno subito un innalzamento.
Le murature originarie, forse normanne, risultano svuotate per tutto il paramento interno e ricostruite con pietra di buona fattura. La muratura a fronte del cortile, in origine porticata con ampie aperture, ha quattro porte che permettono di accedere all’interno della sala.
Il fronte esterno presenta ampie finestrature dotate di fumanti, che fanno pensare all’impiego di artiglieria o fucileria anche in questi ambienti chiusi del castello, a difesa del lato nord.

SALE DI PONENTE

Il lato di ponente era quello che necessitava di una difesa minore grazie al declino naturale del terreno che impediva facili attacchi. Forse per questo motivo sono stati ubicati qui i vani residenziali o gentili del castello. I documenti ci dicono che nel 1575, due anni dopo la caduta del castello ad opera dei Turchi, la parte di sud-est del castello non presentava un secondo livello. La copertura solare è stata successivamente occupata da vari ambienti con diversa copertura (embrici, lastricati, etc.)
Le sale di ponente sono costruite su un tratto di mura messapiche del IV sec. a.C. e si affacciano sulla marina di Castro. Sono composte da un’ampia sala con volta gotica e da tre stanze di modeste dimensioni; la sala è l’unica ad avere un accesso autonomo all’esterno, realizzato a galleria nel pavimento, per raggiungere gli orti sottostanti in periodi di minore pericolo. La torre sull’estremo sud-ovest del castello, per la presenza di postazioni di fuoco, appartiene probabilmente al periodo precedente la fine delle scorrerie degli ultimi saraceni. Contemporanea alla torre è la scala a chiocciola, con gradini monolitici di pietra leccese, ricavata nell’ampia muratura, che consentiva l’accesso al lastricato solare. La scala è stata riscoperta nel corso di recenti lavori ed era sconosciuta anche ai cittadini più anziani di Castro.

SALA DI LEVANTE

Sembra essere stata addossata alla cinta muraria in epoca successiva, come confermato dalla presenza di spioncini sulla struttura muraria e da un motivo a risega sulla parete interna della Torre del Cavaliere (lo stesso motivo è visibile sulla parete esterna di ponente).
La volta a botte è stata riposizionata ad una quota superiore rispetto a quella che doveva essere originariamente. Sotto la sala di levante si trova un altro vano, di uguale dimensione, dotato di finestre basse che fanno pensare alla presenza di un fossato esterno. Alcuni scavi, condotti nell’angolo nord–ovest, hanno permesso di individuare resti di muratura  scarpati, sui quali venne innestato un nuovo bastione a punta di lancia.
La sala, che prima del restauro era divisa in due parti uguali, per un certo   periodo venne utilizzata come zona  residenziale vista la presenza di due camini.

BASTIONE DI CONTRAFFORTE

 E’ posto sul lato nord-est della struttura, quello esposto a possibili attacchi nei confronti della porta Terra.
L'enorme bastione è composto da grosse murature scarpate, angolate al tiro nemico. All’interno vi è un’unica sala centrale, di forma rettangolare, voltata a padiglione. Al centro della volta c’era un’apertura che serviva sia al munizionamento della difesa sovrastante, che all’areazione interna durante gli spari. Gli spalti sono rinforzati con terrapieni di pietrame addossato. La difesa del lato nord era garantita da due batterie principali di risposta e, sul lato est, da una batteria principale di risposta con alzo negativo (in basso), verso l’area della Zinzulusa. Una batteria secondaria, sul lato ovest, garantiva  la difesa della cortina nord del castello e della Torre Circolare. La sala è stata utilizzata anche per uso residenziale e su un angolo sono presenti i resti di un camino.
Una scala, ricavata nello spessore della muratura e posta a sud della stanza, permetteva di accedere ai camminamenti superiori.

TORRE DEL CAVALIERE

E’ la più alta e imponente torre dell'intero sistema difensivo e risale, probabilmente, al periodo normanno. Misura 14,80 metri in altezza e 11,55 metri in larghezza.
Ha una forma tronco piramidale, rastremata verso l’alto, con andamento a scarpa. A quota 5,80 metri c’è un toro marcapiano. Presenta un camminamento sorretto da un coronamento a beccatelli.
La torre ha subito un ispessimento murario, probabilmente, nel corso del XIV secolo. Sulla parete che ricade all’interno della sala di levante è possibile osservare un motivo a risega ( presente anche sulla parete esterna della sala di ponente), traccia di un originario paramento esterno. Si sviluppa su tre livelli occupati, ognuno, da tre vani con copertura a botte. La copertura solare, accessibile per mezzo di una  stretta scala ricavata nello spessore delle murature esterne, è il punto più panoramico e suggestivo del castello, oltre che il punto più alto di Castro. E’ ben difesa da batterie poste sui lati di levante e di tramontana e da caditoie su tutti i varchi di accesso alla torre. 

TORRE CIRCOLARE

Tipica delle fortificazioni aragonesi, è di forma circolare e presenta un andamento verticale, interrotto da un toro marcapiano, e un andamento a scarpa. La cortina muraria del parapetto, originariamente di spessore inferiore, venne rinforzata per meglio resistere agli attacchi nemici. Infatti, le merlature, dotate di evacuatori, caditoie e finestrature per l’impiego delle balestre, passarono da 85 cm a 2,50 metri di larghezza.  E’ dotata di batteria di difesa della marina di Castro e della torre pentagonale (lungo la cortina di ponente), e di batteria di difesa della cortina nord e del bastione di contrafforte.
E’ formata da tre vani incolonnati, con finestrature ridotte a modesti spioncini che attraversano a raggiera la potente muratura. Alcune postazioni per il tiro di fucileria sono state create a vari livelli e direzioni. Le postazioni per il tiro mirato con arma da sparo sono riconoscibili per la presenza di un canale evacuatore dei fumi (fumanti) pressoché verticale alla postazione e necessario per il ricambio d'aria all'interno della casamatta. I vani che la compongono sono di forma rettangolare e con volta a botte, tranne quello superiore che è di forma circolare con volta a bacino (cupola). Più o meno in asse alle volte di copertura dei vani, è presente tra le varie stanze un foro di comunicazione. L’illuminazione degli ambienti è garantita da finestrature ridotte, disposte a raggiera.

A cura del Dott. Luigi Capraro
e della Dott.ssa Raffaella Perdicchia

 

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